ETHIOPIA: CAFFE' SELVATICO DELLA FORESTA DI HARENNA


7d035363-6c4c-4b53-be10-2093a43a0a7cJPG


Il mio viaggio in Ethiopia risale alla fine del 2013 e lo ricordo come   uno dei viaggi più suggestivi, in un paese molto differente dagli altri paesi africani da me visitati, dove l’imponenza dei paesaggi, la mescolanza di etnie e lingue, la ricchezza di biodiversità, facilmente percepibile, insieme alla sacralità che permea la vita quotidiana, testimoniano tutta  la complessità che ha dato  origine all’Umanità.

L’obiettivo del  viaggio, organizzato da Slow Food e condiviso con pochi amici torrefattori, era la Foresta di Harenna, fra i monti Bale, nel grande Parco Nazionale omonimo, tutelato proprio per la ricchezza di biodiversità. Qui, fra i grandi alberi della foresta,  cresce spontaneamente il caffè, tradizionalmente raccolto dalla popolazione locale, fino a pochi anni fa completamente isolata per la mancanza di strade.

Il nostro avventuroso viaggio  inizia dalla caotica e brulicante  Addis Abeba,a circa 2500 metri di altitudine e continua per due giorni percorrendo verso sud  i  circa 500 km che ci condurranno nella regione di Oromia, attraverso paesaggi primordiali, su una pista lungo la quale gli incontri sono rari e sempre inconsueti: dalle corriere stracolme di gente e incerte ma intraprendenti su un fondo stradale ricco di incognite a improvvise presenze umane in perfetta solitudine.

Case di terra e fango, asinelli che trasportano i sacchi di merci, fra tundra e coltivazioni di teff, che, insieme al caffè, è fondamentale presenza nella dieta quotidiana etiope.

Una agricoltura fatta con attrezzi del passato, lungo una strada inesistente fino a trenta anni fa, quando l’isolamento dal resto del paese e dalla civiltà, era completo.

Percorriamo la Rift Valley , la grande spaccatura che percorre e attraversa gran parte del continente africano, emozionante nella sua grandiosità.

Raggiungiamo i  4000 mt del Sanetti Plateau, il maggior altipiano etiope. Ci arriviamo in una giornata di rara bellezza, quasi priva di vento, l’aria è trasparente, il paesaggio, essenziale e suggestivo, sembra un pascolo alpino, se non fosse per la presenza inconsueta della  tipica  vegetazione afro – alpina.

Dal Sanetti  il percorso continua sulla pista, attraverso una vegetazione fittissima, fino ad arrivare all’ultimo brulicante  villaggio di Dollo Mena, dove dormiremo, prima di entrare nella foresta di Harenna, dove ci addentriamo con motorini e a piedi.

Le piogge sono state copiose e il terreno non consente nemmeno i 4x4.

Harenna è una foresta primaria, tutelata da numerose organizzazioni internazionali , oltre che dal governo etiope.

Qui, a circa 1800 metri,  il caffè cresce spontaneo e in ombra, fra grandi alberi e su un terreno ricchissimo e incontaminato.

I raccoglitori, che qui vivono in piccoli villaggi sperduti, muniti di una piccola, lunga cesta in vimini, passano fra gli alberi e colgono le drupe mature.

Di recente, grazie anche al supporto tecnico di organizzazioni quali Slow Food, i raccoglitori si sono riuniti in cooperative e, presa consapevolezza del valore assunto dal caffè presente in foresta, seguono  un disciplinare che privilegia buone pratiche nella raccolta, nella asciugatura e nella selezione dei chicchi, valorizzandone le caratteristiche, già ottime.

Estremamente dolce e di buon corpo, beviamo il nostro caffè, preparato con la jebena, la tradizionale anfora in ceramica, al centro di una vera e propria cerimonia, che si svolge molto semplicemente, attorno al fuoco.

 

b88ab872-5087-4f27-8f74-8257b7f8b3b5JPGd7e965fd-4be0-48f7-a851-a3e6bb0610b7JPG6df091d7-c3ed-42a3-a0a2-04fb5cf0ce37JPG889b216a-5da5-4c01-8124-ad9dfe25f4ffJPG
2fd67b9e-f7ef-4786-b9ef-551be951016bJPG5b45c4df-f34c-4f23-916e-ac91fb0fd195JPGe7105ff5-7880-4882-a95e-ea2f58ad9108JPG